Il Coordinamento Fermare Green Hill nasce nell’aprile 2010 lanciando una campagna per fermare il progetto di ampliamento della struttura che a Montichiari già imprigiona 2500 cani beagle. Dal primo corteo del 24 aprile 2010 è poi nata una mobilitazione nazionale e internazionale per la chiusura di questo lager, per la lotta alla vivisezione e per portare a conoscenza di più persone possibili le nostre idee contro lo specismo e lo sfruttamento di tutti gli animali.
Il sistema della vivisezione ha molte facce e molte angolature da cui guardarlo e affrontarlo. A noi interessa osservarlo dalla parte che riteniamo più importante, dalla parte degli animali, vittime di questa industria della ricerca.
Gli animali arrivano nei laboratori grazie ad allevamenti specializzati, autorizzati dal governo a farli riprodurre e spedirli verso un triste destino di sofferenza e prigionia. Uno di questi è Green Hill, situato a Montichiari (BS), l’unico che alleva cani beagle da laboratorio in Italia e uno dei più grandi allevamenti d’Europa.
Siamo un coordinamento spontaneo di individui riuniti con lo scopo di combattere questo allevamento, riattivare il fronte di lotta alla vivisezione in Italia e diffondere idee antispeciste.
Crediamo in un attivismo senza deleghe coscienti che ognuno di noi può muoversi in prima persona per mettere i bastoni tra le ruote a chi lucra sullo sfruttamento animale.
Vogliamo salvare i cani rinchiusi dentro Green Hill e quelli prigionieri di tutti i laboratori e i lager del mondo, ma non vogliamo certamente salvare solo loro. La nostra empatia non si ferma infatti agli animali domestici. La cultura specista che permea questa società ci dice che tra tutti gli animali ce ne sono alcuni con maggiore valore e che tutti sono sovrastati da una specie dominante, quella umana.
Similmente al razzismo e al sessismo, lo specismo perpetua una visione gerarchica del mondo, secondo la quale gli interessi di alcune categorie di individui avrebbero maggiore importanza rispetto a quelli di altri. La visione antispecista ribalta questo concetto dando eguale valore a tutti gli individui, eguale diritto ad essere liberi dallo sfruttamento e ad avere una vita dignitosa e si oppone a qualsiasi discriminazione basata sull’appartenenza di specie, sull’etnia e sull’orientamento sessuale.
Siamo contrari a qualsiasi forma di specismo, razzismo, fascismo, sessismo e omofobia.
Per questo vogliamo che dai laboratori di vivisezione non escano solo i cani ma anche tutte le altre cavie della scienza. Per questo siamo vegan e promuoviamo uno stile di vita che metta in pratica nelle scelte quotidiane il rispetto per tutti gli esseri viventi e per la natura cercando di uscire dalle logiche dettate dal consumismo.
La vivisezione è solamente uno dei molti settori dello sfruttamento animale. Ogni giorno milioni di animali vengono allevati in condizioni agghiaccianti per produrre carne, uova e latte. Si stima che nel corso della sua vita (80 anni in media), ogni italiano uccide per cibarsene circa 1400 animali tra bovini, polli, tacchini e altri volatili, maiali, conigli, cavalli. Diventare vegan è la prima scelta che una persona può fare se ha veramente a cuore la liberazione animale.
Per la liberazione animale,
Coordinamento ‘Fermare Green Hill’
